giovedì 19 marzo 2015

PERCHE' I NURAGHI SPUNTAVANO COME FUNGHI IN TUTTA LA SARDEGNA?



Quando nei territori dell’attuale Lombardia gli uomini vivevano ancora di caccia e di raccolta e abitavano nelle palafitte,  mille anni prima che le imbarcazioni dei  Greci solcassero il Mediterraneo, la Sardegna contava già migliaia di nuraghi. Ma perché questi enormi edifici fortificati spuntavano come funghi su coste, pianure, montagne e vie di comunicazione? A determinare la nascita della Civiltà nuragica fu la ricchezza proveniente dalla commercializzazione dell’argento, del rame e del bronzo. Le navicelle in bronzo, che riproducevano le vere imbarcazioni sarde, insieme alle evidenze archeologiche testimoniano forti legami con la Civiltà micenea, la Spagna, l'Italia, con Cipro, il Vicino Oriente e perfino la Bulgaria. Lo sviluppo economico della Sardegna era il più importante di tutto l’Occidente mediterraneo di allora. Ceramiche askoidi, anfore, tripodi e spade di tipo nuragico sono state trovate oltre lo stretto di Gibilterra, a Huelva, Tarragona, Malaga, Teruel e Cadice. Grazie alle relazioni commerciali con altri popoli, i Nuragici avevano a disposizione un ampio ventaglio di merci e prodotti e nel contempo arricchivano il loro patrimonio culturale. Oltre che dall’abbondanza di cibo, il benessere era testimoniato  dalle ceramiche, dagli oggetti di uso quotidiano e dai gioielli di pregevole fattura. In tutti i territori dell’isola vi era  grande disponibilità dei prodotti di base per l'abbigliamento e oltre alla  lana di capre e pecore, si utilizzavano  lino, pelle, cuoio, cui si  aggiungevano i tessuti più pregiati quali il bisso e la porpora. ( Angelo Mascia, LA STORIA DELL'ISOLA DALLE VENE D'ARGENTO)

LA STORIA DELL'ISOLA DALLE VENE D'ARGENTO

                                                            
LA STORIA DELL’ISOLA DALLE VENE D’ARGENTO non è un saggio storico rigorosamente scientifico,  ma va letto come un ‘quasi romanzo’. Ancora oggi  i testi scolastici e buona parte dei libri sulla storia della Sardegna in circolazione riportano la tediosa congerie di fantomatiche  colonizzazioni dell’Isola  in cui abbondano Fenici, Cartaginesi,  Romani, Bizantini, con un via vai di Pisani e Genovesi, Aragonesi e Spagnoli finché con i Savoia c'è il ritorno nell'alveo della civiltà italiana. Nella realtà storica, prima che i Greci solcassero il Mediterraneo con le loro imbarcazioni e 500 anni prima che i Fenici sbarcassero in Sardegna con le loro mercanzie, l’isola contava già 8000 nuraghi. Perché questi enormi edifici spuntavano come funghi su coste, pianure, montagne e vie di comunicazione? Fu la ricchezza proveniente dalla commercializzazione dell’argento, del rame e del bronzo a determinare la crescita economica della Sardegna e la nascita della Civiltà nuragica. Fu l' uomo nuragico a sperimentare che fondendo il rame con lo stagno si poteva ottenere il bronzo, assai più prezioso, buono per oggetti ornamentali e addirittura per adorare le divinità. Tramontata  la stella di Cartagine furono i Romani  ad avviare ad un intesa attività estrattiva con i damnata ad metalla.
LA STORIA DELL’ISOLA DALLE VENE D’ARGENTO diventa così storia di miniera portando il lettore  nel cuore della terra, nelle fucine degli antichi artigiani metallurgici, nei laboratori degli alchimisti arabi che trasformavano le pietre in oro. Abbandonate dagli Spagnoli un seguito all’afflusso dei metalli dal Nuovo Mondo, le miniere sarde furono riattivate quando l'isola passò ai Savoia. In quelli anni la legge delle chiudende e l'abolizione dei feudi incisero  profondamente sull’agricoltura e la pastorizia, ma anche sui rapporti sociali.
Anche l'oro nero di Sardegna, iI carbone del Sulcis, ebbe  il suo momento di gloria allorché diventò elemento di interesse nazionale assurgendo a simbolo del periodo autarchico fra le due grandi guerre. Dopo la Seconda guerra mondiale la Sardegna affrontò un processo di profonda trasformazione, il più radicale mai conosciuto in tutto il corso della sua storia. Questo non significa che fino ad allora la Sardegna fosse vissuta, immobile e immutata, in un tempo statico e indefinito. Nei secoli aveva intrecciato  rapporti con popoli vicini e lontani, molti vennero in pace, altri da dominatori e ciascuno lasciò qualche traccia. Aveva vissuto epoche felici e aveva sofferto soprusi e angherie. I suoi uomini furono mandati a combattere in luoghi lontani, altri partirono per costruire altrove il proprio futuro. Vi restava però, intatto  il senso di appartenenza della sua gente, la sua lingua, gli usi, i suoi miti. In questa terra, dove la leggenda è una cosa sola con la storia, una cavità del suolo può  essere la dimora di una jana, oppure una galleria brulicante di uomini, di donne e di bambini.


sabato 22 novembre 2014

Pubblicazione Facebook del giorno 15 Novembre

martedì 1 luglio 2014

IN RICORDO DI UN GRANDE ARTISTA, SALVATORE VARRUCCIU VARALTO



Poco più di un anno fa ho avuto il piacere di conoscere personalmente Varalto, nome d'arte di Salvatore Varrucciu, durante la mostra di una selezione delle sue opere a Bruxelles. L’esposizione di alcune delle sue creazioni in bronzo, organizzata sotto l'egida del Parlamento europeo, si intitola “Da una finestra sul Mediterraneo”, ed è dedicata alla cultura nuragica della Sardegna. Rimango affascinato dalle sue opere e dalle descrizioni che ne fa. Varalto sembra dialogare con entità soprannaturali, avvolte da atmosfere magiche. I suoi bronzetti scavano nella nostra memoria, rincorrono la nostra Storia più antica, li disarticola e li fonde con la nostra modernità. Sono sculture modernissime e ancestrali che alludono al mistero dell’antico manifestandolo come allusioni o evocazioni. Le sue opere rappresentano i resti del naufragio di un mondo scomparso e nel contempo si collegano all’uomo contemporaneo rappresentandone fratture e sofferenze. In questi tempi di grandi conflitti economici e culturali Varalto si schiera dalla parte degli “eroi perdenti”. Prima di partire mi regala un libro, ‘Atlantide Sardegna. Isola dei Faraoni, Storia non mito.’ Lo divoro letteralmente nell’attesa in aeroporto e durante il volo per Cagliari. Il libro è scritto da Paolo Valente Poddighe e Varalto ne sposa il contenuto integrandolo con immagini delle proprie sculture. Nella notte dei tempi la Sardegna, terra di ricchezze straordinarie, vive una tale età dell’oro da far coincidere la civiltà degli Shardhana con quella degli abitanti di Atlantide. E’ una ricostruzione che riscrive la Storia, dandole un senso diverso, invertendo la cronologia di vincitori e vinti, di dominatori e dominati. Ma ciò che più mi colpisce in questo libro Valente /Varalto è la straordinaria quantità di idee, di emozioni, di stimoli e di reazioni che la lettura di queste pagine scatena. E’ un artista completo Varalto. Le sue ceramiche, le sue pitture, le sue sculture lo hanno messo al centro di nuove e straordinarie idee, di inedite emozioni e tecniche creative che soltanto i grandi artisti sanno dare. Che la terra ti sia lieve Varalto e che il patrimonio artistico che ci lasci contribuisca a dare una ventata dI luce nuova alla tua amata e martoriata Sardegna.

sabato 21 giugno 2014

Riflessioni di una maestra a fine anno scolastico

“Non sono stata capace di dire no. No ai voti. Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare. A chiudere i bambini in un numero. Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.

Il voto corrompe. Il voto divide. Il voto classifica. Il voto separa. Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità. Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme. Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia. Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano. Il voto dimentica da dove si viene. Il voto non è il volto.
 

I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve. Creano ansia, confronti, successi e fallimenti. I voti distruggono il piacere di scoprire e di imparare, ognuno con i propri tempi facendo quel che può. I voti disturbano la crescita, l’autostima e la considerazione degli altri. I voti mietono vittime e creano presunzioni. I voti non si danno ai bambini. In particolare a quelli che non ce la fanno.
La maestra lo sa bene, perciò è colpevole. Per non aver fatto obiezione di coscienza.”

domenica 15 giugno 2014

I giardini dei frutti dimenticati


Dal 1900 ad oggi il 75% della biodiversità delle piante coltivate nel mondo si è persa a causa dell’abbandono dell’agricoltura contadina a favore di quella industriale che ha selezionato solo le specie per colture intensive. L’inquinamento del suolo, la penuria di acqua,  la sterilità dei terreni e i mutamenti climatici stanno imponendo la ricerca di varietà nuove che sappiano adattarsi ad ambienti colturali diventati più difficili. Già oggi poche multinazionali hanno in mano l’80% dei semi che rivendono con ampi profitti ai coltivatori. L’alimentazione del 90% della popolazione mondiale dipende da poche specie di riso, grano e granturco.

Una crisi dovuta a carestia o ad una combinazione di malattie delle piante e saremmo tutti alla fame. È in atto una privatizzazione delle fonti della nostra esistenza, nonostante la Convezione di Rio del 1992 e le direttive della Ue. La Sardegna è una delle regioni d’Europa più ricche di varietà, ma  non siamo capaci di riconoscere e valorizzare la grande ricchezza che abbiamo sotto gli occhi e sotto i nostri piedi. Il non vedere le cose nostre, il nostro paesaggio, la nostra cultura e la nostra lingua è purtroppo una costante del nostro agire. In Sardegna non c’è nulla, siamo soliti dire. Un continuo disconoscimento di tutto quello che è Sardegna, che si traduce nella costante negazione di noi stessi e della nostra identità di sardi.
  
Quando lo sguardo straniero dà loro valore, restiamo sorpresi. Abbiamo bisogno di conferme e le accettiamo solo da chi viene dall’altra parte del mare. Per il suo essere istrangiu, l’ospite o il visitatore assumono caratteristiche superiori. Loro sanno, mentre noi no e dal loro giudizio dipendiamo. Possiamo continuare così? Certo che no. Altre regioni italiane con maggior consapevolezza di sé, hanno agito differentemente. Hanno promulgato leggi severe, le comunità locali sono state dichiarate le proprietarie della biodiversità che in questo modo diventa patrimonio collettivo indisponibile. Sono stati istituiti gli agricoltori custodi che possono scambiarsi legalmente semi e piante antiche. I giardini dei frutti dimenticati si diffondono nelle città in modo che si accresca la conoscenza di un patrimonio collettivo, vengano sensibilizzate le nuove generazioni. 

Salvare la biodiversità è investire sul nostro futuro, creare appartenenza e identità. Noi invece siamo luogo aperto a chiunque voglia impadronirsene e magari rivenderci i derivati a caro prezzo. (Tratto da L’ultimo furto dei nostri beni comuni di Nicolò Migheli)

mercoledì 11 giugno 2014

Giorni terribili per le tasche dei cittadini - Tasi, Tari, Imu , Modello 730,

Giorni terribili per le tasche dei cittadini . Non c'è solo la Tasi. C'è anche l'Imu sulle seconde case. Poi la Tari. E sempre entro il 16 giugno il contribuente deve consegnare il modello 730 relativo al 2013 e il 730-1.
TASI - E' il tributo per i servizi indivisibili. Quali? L'illuminazione pubblica e la manutenzione stradale. l'ufficio tecnico e l'arredo urbano. Deve essere è pagata anche da chi è in affitto. La prima rata della Tasi va pagata entro il 16 giugno 2014 ma solo nei Comuni che hanno deliberato entro il 23 maggio. Nei comuni che non hanno deliberato, ma lo faranno entro il 10 settembre 2014, la prima rata andrà pagata il 16 ottobre 2014. La Tasi 2014, invece, va pagata in un'unica soluzione entro il 16 dicembre 2014 se il Comune non ha adottato la delibera entro il 10 settembre 2014. Tra i comuni c’è anche chi è riuscito a cancellare la Tasi, deliberato entro il 23 Maggio azzerando l'aliquota (è il caso, per esempio, di Elmas o Codrongianos). La Legge di Stabilità dello scorso dicembre, stabilisce infatti che "l’aliquota di base della Tasi è pari all’1 per mille. Il comune, con deliberazione del consiglio comunale, può ridurre l’aliquota fino all’azzeramento". Sono 110 invece, i centri in Sardegna in cui si pagherà la prima rata della tassa sui servizi indivisibili entro il 16 giugno.

PROVINCIA CAGLIARI - Armungia, Barrali, Cagliari, Capoterra, Donori, Elmas, Escalaplano, Gesico, Guamaggiore, Guasila, Isili, Mandas, Nuragus, Nurri, Orroli, Pimentel, Pula, Samatzai, San Basilio, San Nicolò Gerrei, Sant'Andrea Frius, Selargius, Serdiana, Sestu, Silius, Siurgus Donigala, Soleminis, Villa San Pietro, Villasalto, Villasimius, Villaspeciosa.

PROVINCIA CARBONIA-IGLESIAS - Calasetta, Carbonia, Giba, Iglesias, Masainas, Perdaxius, Piscinas.

PROVINCIA NUORO - Birori, Desulo, Fonni, Galtellì, Meana Sardo, Noragugume, Ollolai, Ottana, Silanus, Tonara.

PROVINCIA OGLIASTRA - Arzana, Cardedu, Gairo, Seui, Tortolì.

PROVINCIA ORISTANO - Ales, Allai, Asuni, Baressa, Bidonì, Bosa, Curcuris, Gonnoscodina, Marrubiu, Mogoro, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Nureci, Palmas Arborea, Pau, Ruinas, Sagama, San Nicolò D'Arcidano, Scano di Montiferro, Sennariolo, Simala, Siris, Tinnura, Uras, Villa Verde, Villaurbana.

PROVINCIA OLBIA-TEMPIO - Arzachena, Bortigiadas, Buddusò, Luras, Olbia, Palau, Trinità D'Agultu.

PROVINCIA SASSARI - Alghero, Anela, Bultei, Esporlatu, Martis, Nule, Ozieri, Padria, Porto Torres, Romana, Sassari, Stintino, Tula, Usini, Valledoria.

PROVINCIA MEDIO CAMPIDANO - Barumini, Genuri, Setzu, Turri, Villanovaforru, Villanovafranca.

TARI - Raccolta e smaltimento dei rifiuti, è il tributo per il servizio di igiene urbana. Il Comune stabilisce le scadenze di pagamento prevedendo almeno due rate a scadenza semestrale e in modo differenziato rispetto alla Tasi. È consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. L’imposta viene calcolata in base ai metri quadri dell'immobile e il numero di occupanti. Anche se non obbligatorio per legge, nella maggioranza dei Comuni la Tari si versa su liquidazione d'ufficio: quindi, il contribuente deve attendere il modello precompilato del Comune.

IMU - Il 16 giugno è anche il termine ultimo per il versamento della prima rata Imu, in acconto, pari al 50%. Pagano tutti gli immobili escluse le abitazioni principali (a meno che non si tratti di case considerate di lusso, per le quali l'Imu è sempre dovuta).Devono pagare anche i proprietari di immobili locati o sfitti, uffici, negozi, laboratori produttivi o terreni agricoli.

domenica 8 giugno 2014

Benigni, i corrotti vadano in galera



"Renzi ha detto vadano a casa, ma devono andare in galera e restituire i soldi". Lo dice, a Napoli, parlando di corruzione Roberto Benigni. "I corrotti sono deboli e vili, gli ultimi tra gli ultimi". Roberto Benigni, perlando del successo elettorale di Renzi, poi scherza: ""Se lo è meritato". In Bulgaria ora parlano di percentuali renziane".

"Renzi ha detto che devono andare a casa, non ha usato un'altra parola. Ma devono andare in galera e restituire ciò che hanno preso", insiste Benigni durante il suo dialogo con Eugenio Scalfari a Napoli per la 'Repubblica delle Idee'. "La giustizia rende liberi e io non auguro il carcere nemmeno al peggior malvivente", sottolinea il premio Oscar. "Ma la corruzione è il gradino più basso. Non sono furbi o intelligenti, perché non è così difficile ingannare il prossimo. Sono volgari e vili". E poi, parlando del canto della Divina Commedia dedicato a Ulisse: "Ci sono momenti in cui decidiamo cosa essere. I corrotti, quando scelgono di prendere dei soldi, decidono per l'eternità di essere dei ladri".

Dell'exploit del Pd alle europee Benigni parla anzitutto durante la parte più ironica del suo intervento, con la battuta sulle 'percentuali renziane' in Bulgaria che strappa applausi alla platea del teatro San Carlo, dove si svolge il dialogo con Eugenio Scalfari nell'ambito della 'Repubblica delle Idee'. "Quasi il 41% al Pd? Ma non sono arrivati a tanto nemmeno alle loro primarie... in Europa c'è l'ondata di destra e qui vince il Pd, siamo il Paese del miracolo perpetuo", dice il premio Oscar. Poi Eugenio Scalfari ribadisce la sua opinione a proposito di Renzi ("Non mi piace ma bisognava votarlo") e definisce "miracoloso" il suo risultato di due settimane fa. Benigni si inserisce quasi sottovoce nel discorso del fondatore di Repubblica, e commenta al microfono con tono serio: "Se lo è meritato".

Italia dei Valori, passa la linea di apertura al Pd

ROMA – Nell’Esecutivo nazionale dell’Italia dei Valori la linea del Segretario Nazionale, Ignazio Messina, passa con il 90% dei voti. Una linea di apertura al Pd per la costruzione "di una grande area democratica". Ma Antonio Di Pietro si dimette da presidente del partito: "Non per polemica verso la linea politica - precisa - ma per rispetto verso gli elettori dopo la sconfitta elettorale delle europee. Non abbandono il partito, anzi ci resto come prima e più di prima".

Le ultime elezioni europee hanno rappresentato qualcosa di singolare e nuovo cambiando lo scenario della politica italiana. Il nostro risultato è stato sicuramente al di sotto delle aspettative, tuttavia, con esso, abbiamo sancito un punto di partenza su cui la nuova Italia dei Valori deve lavorare per rilanciare l'azione politica. L’Italia dei Valori riparte dai suoi militanti, dall’entusiasmo dei suoi giovani, delle donne e degli uomini che credono in una politica pulita dalla parte del cittadino. Riparte dai temi che da sempre hanno contraddistinto la sua azione politica in questi anni, ed in particolare legalità, lotta alla corruzione e all'evasione, riforma della giustizia, lavoro, piccole e medie imprese ed equità sociale e riforme istituzionali a partire dall'abolizione del senato per un sistema monocamerale

giovedì 5 giugno 2014

Igea, una mensilità arretrata e un'ipotesi di rilancio

La proposta è il frutto del lavoro di una task force attivata dall'assessore Piras che ha messo a punto i complessi percorsi per arrivare al pagamento di almeno una mensilità e ha messo a punto il percorso che dovrebbe portare nel prossimo futuro a garantire un rapporto definito tra la Regione e la sua società in house.
CAGLIARI, 5 GIUGNO 2014

Il pagamento di una mensilità arretrata entro lunedì 16 giugno e una delibera, da portare in Giunta mercoledì 11, che imposti una convenzione quadro tra Regione e Igea per dare continuità e regolarità all'attività dell'azienda e al lavoro e ai salari dei dipendenti. Sono le due proposte che ieri, dopo una lunga riunione, l'assessore all'Industria Maria Grazia Piras ha portato al tavolo della vertenza Igea con i sindacati. 

I rappresentanti dei lavoratori hanno dato una prima valutazione sostanzialmente positiva della proposta riservandosi di sottoporla al giudizio dei lavoratori. La proposta è il frutto del lavoro di una task force attivata dall'assessore Piras che ha messo a punto i complessi percorsi per arrivare al pagamento di almeno una mensilità e ha messo a punto il percorso che dovrebbe portare nel prossimo futuro a garantire un rapporto definito tra la Regione e la sua società in house.

Igea detiene le concessioni di tutte le miniere ormai inattive dell’isola e ne garantisce la custodia e il mantenimento in sicurezza insieme ad altre attività specifiche di bonifica e risanamento. Ora la task forse lavorerà per garantire il rispetto degli impegni in tempi brevi in modo da permettere il pagamento delle altre due mensilità arretrate e l'avvio di un processo di rilancio dell'azienda, ora in liquidazione, che garantisca un futuro anche si suoi dipendenti.

lunedì 2 giugno 2014

700 mila euro per le tribune delle Autorità. Va bene festeggiare la Repubblica, ma per favore eliminate gli sprechi

Oggi due giugno si celebra la festa della Repubblica. Come ogni anno a Roma c’è stata la parata militare costata due milioni di euro, 400 mila in più rispetto all’anno scorso. 700 mila euro sono stati spesi per allestire le tribune per le autorità. L’appalto è stato bandito dal Ministero della difesa e per quell’allestimento non c’è austerità che tenga. Sembra che montare la tribuna sia opera lunga e complessa, visto che l’appalto prevede per quei lavori ben 20 giorni di tempo. Chissà come è stata presa una spesa del genere dai tanti uomini in divisa che hanno davanti alla costosa tribuna. I militari attendono da tempo che i loro stipendi vengano rivisti e la truppa va avanti con circa 1.300 euro al mese. Le forze di polizia, costrette a fare i conti con lo stesso stipendio e con il contratto sempre bloccato, spesso non hanno denaro neppure per mettere gasolio alle volanti con cui devono controllare il territorio.

Non voglio fare sterili polemiche su questa giornata che rappresenta l’unità nazionale, ma credo che le istituzioni dovrebbero essere più vicine al ‘sentire comune’ dei cittadini e che chi ci governa dovrebbe per primo fare i tagli che vengono chiesti a tutti. Spendere due milioni di euro per una parata militare mi sembra un’esagerazione, quando padri di famiglia hanno perso il lavoro e sono disperati. Cito, per restare vicino a noi, gli operai dell’Alcoa, della Keller, dell’Igea e delle tante situazioni di crisi della Sardegna.  La festa della Repubblica va festeggiata, ma credo lo si possa fare in modo più sobrio e senza sperperare i soldi pubblici.

venerdì 30 maggio 2014

REGIONE, MICROCREDITO FINO A 25.000 EURO

L'Assessorato del Lavoro ha approvato il sedicesimo elenco di domande ammesse ad accedere al "Fondo Microcredito Fse ". La Sfirs S.p.A., soggetto gestore dell'intervento, notificherà agli 80 nuovi beneficiari l'ammissione all'agevolazione, l'importo concesso (in ogni caso non superiore ai 25 mila euro) e le relative condizioni contrattuali. Il mutuo è rimborsabile a tasso zero in massimo 60 rate mensili ed è riservato a persone con difficoltà di accesso ai canali tradizionali del credito che intendano avviare una nuova iniziativa imprenditoriale in Sardegna o realizzare un nuovo investimento nell'ambito di iniziative esistenti.

Metano in Sardegna, voto unitario del Consiglio regionale


L’ordine del giorno unitario impegna infatti l’esecutivo sardo a proseguire l'azione politica nei confronti del Governo nazionale per la individuazione della più idonea soluzione strutturale per la metanizzazione della Sardegna.

CAGLIARI, 28 MAGGIO 2014 - Superate le polemiche contro la decisione della Giunta regionale di uscire dalla società del Galsi per rompere l’impasse e puntare su nuovi progetti di metanizzazione: il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che unisce tutti i rappresentanti dei sardi intorno alla accelerazione del processo di metanizzazione dell’isola imposta dalla giunta.

L’ordine del giorno unitario impegna infatti l’esecutivo sardo a proseguire l'azione politica nei confronti del Governo nazionale per la individuazione della più idonea soluzione strutturale per la metanizzazione della Sardegna. Nell'odg si chiede al governo l'attivazione delle disponibilità finanziarie occorrenti per il mantenimento dei regimi di essenzialità energetica attualmente vigenti in Sardegna, nonché per la perequazione, in attesa del compimento del processo di metanizzazione, dei maggiori costi energetici gravanti sulle famiglie e sulle imprese della Sardegna.

L'ordine del giorno impegna l'esecutivo anche a definire e completare sollecitamente il percorso di presentazione al Consiglio della Proposta di Piano energetico ambientale regionale. "Abbiamo voluto dare una scossa perché tutta la metanizzazione era bloccata – ha spiegato l’assessore all’Industria Maria Grazia Piras - ed erano bloccate anche le reti cittadine. Lo sapete benissimo che ci sono in corso 800 milioni di lavori, 220 di investimenti pubblici e gli altri investimenti privati completamente bloccati perché sono investimenti in project financing e le aziende lavorano quando c'è una prospettiva remunerativa per l'investimento".

Piras ha ribadito in aula: "Questa è veramente la priorità della Giunta, è la priorità dell'Assessore dell'industria che crede che non ci sia industria in Sardegna senza energia pulita a basso costo. Quindi portare il metano – ha concluso l’assessore - significa far ripartire questa regione"

giovedì 29 maggio 2014

Conquista storica della Giunta Pigliaru, cancellato il patto di stabilità per la Sardegna

Cancellati in Sardegna i vincoli del Patto di stabilità. A partire dal prossimo anno la Regione potrà utilizzare tutti i 6,5 miliardi inseriti nella manovra finanziaria.
“Il risultato importante dell’incontro di oggi –ha dichiarato il Presidente Pigliaru– è l’impegno che il Governo ha preso nei confronti della Regione Sardegna di cancellare definitivamente, a partire dal 2015, l’assurdo vincolo del patto di stabilità che ha sinora impedito di utilizzare tutte le nostre entrate”.

Oggi per via del patto di stabilità la Sardegna può investire solo 2,4 miliardi di euro a fronte di un bilancio da 6,5 miliardi. Per questo ad aprile la nuova Giunta ha aperto subito la trattativa con Roma. Con l’accordo di oggi dal 2015, invece, cadono i vincoli e non si pone più il problema del quanto si può utilizzare. Il presidente della Regione è raggiante: ”Dal 2015, tutte le nostre entrate potranno essere totalmente usate per finanziare le politiche di sviluppo dei nostri territori. Finalmente abbiamo piena responsabilità nella gestione efficiente delle nostre risorse e ci incentiva a utilizzarle con la massima attenzione”.

L’Isola è la prima regione italiana cui il governo Renzi concede la deroga sul patto di stabilità eliminandoli totalmente. Lo stesso metodo pare che verrà applicato anche alle altre regionali a statuto speciale. “Da parte nostra – ribadisce l’assessore Paci – sarà massimo l’impegno per spendere al meglio tutti i soldi che abbiamo a disposizione”. “Dovendo rispettare il pareggio di bilancio senza subire altri vincoli –continua l’assessore-smetteremo di creare una enorme quantità di residui, ossia di promesse che poi non è possibile mantenere.

Allo stesso tempo, attraverso gli accantonamenti previsti dalle manovre nazionali di risanamento finanziario, anche la Sardegna contribuirà alla riduzione del debito pubblico. Il nuovo sistema ci obbliga a essere virtuosi e efficienti, perché le risorse che saremo in grado di risparmiare dagli sprechi, le potremo utilizzare liberamente per attuare le nostre politiche di crescita. La Giunta regionale ha dimostrato di essere credibile e di operare in una logica di leale collaborazione con lo Stato. È in questa ritrovata unità di intenti che è stato possibile definire un accordo che rafforza la nostra sovranità”.